Pubblicato il 20 aprile 2016

Aborto, la denuncia di Brignone: “Clima di mobbing nei confronti dei medici non obiettori”

L’On. Brignone di Possibile denuncia: “C’è un clima di mobbing nei confronti dei medici non obiettori. C’è chi è diventato obiettore perchè non riusciva più a sostenere un certo clima”

Aborto, la denuncia di Brignone: "Clima di mobbing nei confronti dei medici non obiettori"

Beatrice Brignone, deputata di Possibile, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Legge o giustizia”, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Brignone è prima firmataria della proposta di modifica alla legge 194. “Vogliamo garantire che almeno il 50% del personale in servizio non sia obiettore di coscienza. Tutte le persone che si sono rivolte a me su questo tema, hanno riportato tutte la stessa testimonianza: c’è un clima di mobbing nei confronti di chi non obietta. La fede religiosa c’entra poco, ci sono persone che sono diventate obiettori di coscienza perché non ce la facevano più a sostenere quel clima. Se tu vieni chiamato dalla mattina alla sera solo per praticare interruzioni di gravidanza perché altri non lo fanno, il peso psicologico diventa più pesante”.

I dati del ministro Lorenzin?
“Sono sempre opinabili i suoi dati. I dati che il Ministero ci ha dato in autunno parlano di calo delle interruzioni di gravidanza, calo degli aborti clandestini, calo della contraccezioni, cala tutto e calano anche le nascite. C’è qualcosa che non torna in questi dati. Il fatto che ospedali e consultori non offrano il servizio necessario e, anziché offrirti accoglienza ti fanno sentire un clima di ostilità in cui ti guardano di traverso come se fossi un’assassina, è chiaro che qualcuno pensi di ricorrere ad altre strade, come ad esempio quelle fai-da-te che offre la rete. Su questi temi c’è una scarsa laicità da parte del governo e infatti io sono uscita dal Pd anche per questo. C’era ai tempi di Veltroni e c’è ancora di più oggi”.

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1 Commento
Dite la vostra
  1. Roberto ha detto:

    L’obiezione di coscienza è un diritto, la presa di coscienza passa anche per il mondo che ci circonda: si aprono gli occhi e si vede che quella è una vita se no cosa dovrebbe venir fuori da una gravidanza (la gravidanza non è una malattia, ricondiamocelo).
    Che colpa ne ha il nascituro se ad esempio c’è stato uno stupro? Nessuno e noi toglieremmo la vita agli innocenti e indifesi invece di tutelarli? Il diritto alla vita di un indifeso viene prima del desiderio insano di un adulto.

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