Pubblicato il 21 dicembre 2011

Giorgio Napolitano: “La crisi era a un punto limite”

Giorgio Napolitano: "La crisi era a un punto limite"

Giorgio Napolitano, in un discorso al Quirinale, spiega la sua condotta nei confronti del nuovo governo: “Era un mio preciso dovere istituzionale evitare un immediato scioglimento delle Camere. La via obbligata era affidare la formazione di un nuovo governo a una personalità fuori dalla mischia politica, già sperimentata e di indubbia autorevolezza internazionale. Di qui l’incarico al professor Mario Monti. Non c’è stata nessuna forzatura e nessuno strappo rispetto all’ordinamento costituzionale”. Il capo dello Stato ci tiene a precisare che “la crisi era a un punto limite e a me toccava solo registrare e seguire imparzialmente le reazioni delle forze in campo. Ho deciso di affidare l’incarico a Monti dopo che il premier Berlusconi si è risolto, con senso di responsabilità, a rassegnare le dimissioni. La nascita del governo tecnico senza ministri politici è stata una scelta dei partiti che così hanno confermato l’impraticabilità di ogni ipotesi di larga coalizione”.

Per quanto riguarda le critiche che ultimamente ha ricevuto a risposto affermando che “solo con grave leggerezza si può parlare di sospensione della democrazia in un paese in cui nulla è stato scalfito. Una grave crisi dell’Eurozona, che è ancora acuta e con preoccupanti incognite, rischiava di travolgere l’Italia, occorrevano decisioni di emergenza, la maggioranza di centrodestra era da tempo in difficoltà di decisione e di iniziativa, e una larga coalizione era impraticabile a causa del clima politico aspramente divisivo”.

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