Pubblicato il 25 maggio 2016

Imu non pagata dalla Chiesa a Ferrara, Anci: “Normativa attuale non chiara”

Imu non pagata dalla Chiesa a Ferrara. Guido Castelli (delegato Anci): “Normativa attuale non chiara. Alle scuole parificate andrebbero riconosciute franchigie fiscali, consentono ai comuni di risparmiare molti soldi”

Imu non pagata dalla Chiesa a Ferrara, Anci: "Normativa attuale non chiara"

Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e delegato Anci, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus in merito alla vicenda di Ferrara. “Questa faccenda, dell’Ici prima e dell’Imu dopo sui beni della Chiesa – ha spiegato Castelli – ci accompagna da un po’ di tempo. Il caso di Ferrara, come quello di Livorno, riguarda una zona di opacità, di non chiarezza della normativa. Per legge dello Stato, gli immobili di proprietà di soggetti non commerciali come Chiesa e Onlus. Il problema nasce sulla qualificazione di ciò che è commerciale e no. Berlusconi prima e Prodi poi sono intervenuti. A un certo momento si arriva ad una chiarificazione che però non è stata definitiva. La Chiesa dice che se un soggetto, pur chiedendo un corrispettivo per le prestazioni, non ha un guadagno perché i soldi delle rette vengono impiegati per l’attività educativa, non si tratta di attività commerciale. Secondo la normativa però se c’è una retta da pagare è da considerarsi commerciale”.

“La giurisprudenza quindi non esclude che le scuole parificate debbano pagare l’Imu. Io non condivido l’impostazione della normativa. Se andiamo a vedere le attività di queste scuole parificate consentono ai comuni di risparmiare un sacco di soldi. Sulle attività formative delle scuole parificate è giusto uscire dai climi della Breccia di Porta Pia e riconoscerne i meriti e quindi le franchigie fiscali. Serve una nuova normativa che risolva questa incertezza”.

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