Pubblicato il 8 luglio 2015
Cinema a cura di Redazione

“Quo Vado?”: Checco Zalone e Lino Banfi parlano di crisi

"Quo Vado?": Checco Zalone e Lino Banfi parlano di crisi

Quarto film per il comico pugliese ex Zelig, Checco Zalone, che dopo l’enorme successo della sua ultima pellicola ‘Sole a catinelle’, prova a replicare parlando di crisi con il grande Lino Banfi nel cast nei panni di un personaggio democristiano. Programmata per il 1° gennaio 2016 l’uscita nelle sale italiane “Quo Vado?” (questo il titolo del film) porterà nel grande schermo il precariato visto da Checco Zalone e diretto ancora una volta da Gennaro Nunziante. Intervistato da Tv Sorrisi e Canzoni, il nonno di Un medico in famiglia, racconta la sua esperienza sul set e il personaggio che andrà ad interpretare: “Zalone e Nunziante facevano tutto il giorno la mia imitazione. Conoscono a memoria i miei film, sostengono che sono dei Banfi-cultori”. “Sarò un senatore che non si capisce bene di che partito è. A volte è di centrosinistra, a volte è di centrodestra. Viene dalla vecchia Democrazia Cristiana”. Banfi inoltre svela dove ha conosciuto Zalone e come è nata l’idea di partecipare al film: “Ci siamo conosciuti nella tenuta di Al Bano. Checco e il regista mi hanno chiamato dopo tanto tempo per un cameo, un omaggio alla Puglia. Sul set Zalone e Nunziante facevano tutto il giorno la mia imitazione, conoscono a memoria i miei film. Ci siamo incontrati bene anche come carattere. Ci accomuna la pugliesità, sentire gli odori, la terra. Magari prima che ci lascio le penne vorrei recitare in un film con Zalone in cui io sono il padre e lui il figlio, come ha fatto Sordi con Verdone”. Come per le precedenti pellicole, la colonna sonora di “Quo Vado?” sarà scritta e cantata da Checco Zalone, che per raccontare la sua nuova storia ha girato in Puglia, a Lampedusa, in Val di Susa, in Sardegna e in Norvegia: “È così che nasco, volevo fare il cantautore – spiega il comico publiese – e scrivere cose d’amore, ma erano veramente brutte, allora per ovviare a questo durante le serate dicevo una idiozia al microfono e funzionava molto di più. Ma dentro di me volevo essere un De Gregori”, ha concluso Zalone.

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