Pubblicato il 2 maggio 2015

Scontri “No Expo”, Mattarella e M5s condannano le violenze

Scontri "No Expo", Mattarella e M5s condannano le violenze

La manifestazione di protesta a Milano da parte dei “No Expo” è degenerata in una vera e propria guerriglia urbana. Auto e cassonetti incendiati, poliziotti e carabinieri feriti, vetrine di negozi rotte, bombe carta. Una violenza che è stata condannata fortemente dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Ferma condanna della violenza teppistica, una violenza tanto più esecrabile in quanto rivolta contro un evento che ha come obiettivo la nutrizione del pianeta, la lotta alla fame e alla denutrizione e un ordine mondiale fondato su una maggiore equità tra Paesi ricchi e Paesi in via di sviluppo”. Un augurio “di piena e rapida guarigione agli agenti rimasti feriti, con l’auspicio che i responsabili delle violenze siano assicurati al più presto alla giustizia”. Per il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, la situazione poteva rivelarsi peggiore di quanto alla fine si è verificata. Ha mandato un ringraziamento alle forze dell’ordine “e tutto il sistema della sicurezza milanese: dal prefetto al questore e a tutti quelli che hanno cooperato” in quanto sono riusciti a evitare “il peggio con intelligenza e fermezza”.

Secondo Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle, scappando le vetrine vengono rafforzati i “ladri”: “I migliori alleati di un sistema corrotto – scrive il deputato – che con ‪#‎EXPO‬ nutre amici, ladri o gruppi criminali sono quelli che non sanno far altro che spaccare vetrine, macchine o tirare bombe carta a poliziotti pagati 1200 euro al mese. Le loro azioni rafforzano i corrotti. Chi brucia un’auto non compie nessun gesto rivoluzionario, fa solo un danno a chi magari con quell’auto ci lavora. Chi spacca una vetrina o scrive (ancora, nel 2015) frasi inneggianti ad ideologie ottocentesche magari è lo stesso che nemmeno vota, che non si informa, che per 364 giorni l’anno non alza un dito per migliorare questo paese distrutto da politici disonesti e disonesti intellettuali”. “Onore a chi raccoglie firme per un referendum, a chi c’era in piazza quando abbiamo occupato il tetto della Camera per difendere la Costituzione. Onore a chi legge, a chi si mette in marcia per il reddito di cittadinanza, a chi non fa politica per i soldi. Onore a chi non distrugge vetrine ma pregiudizi, luoghi comuni o quel pensiero dominante che si rafforza ogni volta che qualcuno dà fuoco ad una macchina”, ha concluso Di Battista.

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