Pubblicato il 20 agosto 2016

Tragedia del ‘Tagadà’, Sportello dei Diritti: “Proibire giostre e attrazioni senza protezioni”

“E’ giunta l’ora, anche se ancora una volta troppo tardi, di vietare definitivamente ed una volta per tutte con un provvedimento legislativo o regolamentare urgente, giostre e attrazioni che siano prive di adeguate protezioni di contenimento del corpo”

Tragedia del 'Tagadà'. Sportello dei Diritti: "Proibire giostre e attrazioni senza protezioni"

Una tragedia che si ripete, perché non è la prima volta che si sente parlare di morti e lesioni gravi a causa delle giostre e delle attrazioni senza protezioni. Questa volta a piangere e a balzare sulle cronache di Ferragosto è un’intera comunità che si era riunita per una festa tradizionale della Madonna della Lizza ad Alezio in provincia di Lecce. Non bastano, adesso i sequestri e le indagini per piangere sul latte versato e su di un dramma che resterà indelebile per la famiglia del giovane quindicenne deceduto, ma quella di ieri notte è una tragedia annunciata perché non si comprende come mai ancora sia consentita la fruizione ed il pubblico esercizio di giostre come il famigerato “Tagadà” che bene che vada ogni volta lascia segni quali ecchimosi e contusioni anche a chi non sfida per gioco tentando in una gara con gli altri amici, spesso minorenni, di mantenersi in equilibrio al ritmo di musica ad altissimo volume ed a ritmo forsennato, al centro dell’attrazione.

E’ quindi, per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, giunta l’ora, anche se ancora una volta troppo tardi, di vietare definitivamente ed una volta per tutte con un provvedimento legislativo o regolamentare urgente, giostre e attrazioni che siano prive di adeguate protezioni di contenimento del corpo.

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