Pubblicato il 10 ottobre 2018

Quanto è stressante fare un trasloco?

Quanto è stressante fare un trasloco?

Ti sei mai chiesto quanto sia stressante fare un trasloco? Sia che compi questa operazione in autonomia, sia che ti affidi ai migliori professionisti che trovi in questa pagina, qualche disagio ti sarà pur certo creato. Ma è possibile misurare lo stress indotto da un trasloco? La domanda non è certo nuova, e la letteratura delle ricerche sul confronto dello stress causato da diversi eventi della vita è abbastanza datata. La scala più nota è quella di “riadattamento sociale”, sviluppata nel 1967 dagli psichiatri Thomas Holmes e Richard Rahe. I quali, ben inteso, hanno chiesto a un vasto campione quanto stressante avessero trovato 43 diversi eventi, e dal confronto di tali dati escogitato poi una lista che ha ponderato questi eventi, con un massimo di 100 punti per la morte di un coniuge, a valori ben più bassi per altre situazioni evidentemente meno traumatiche, come le lievi violazioni della legge (a quota 11 punti).

Dunque, osservando la lista, ci si rende conto che la morte di un coniuge è al primo posto tra gli eventi più stressanti della vita, mentre il divorzio è al secondo. Al terzo posto arriva poi la separazione coniugale, seguita al quarto posto da andare in prigione e quindi dalla morte di un parente stretto. In effetti, il trasloco non compare affatto nella lista delle posizioni più traumatiche, tanto che può alla fine essere un mix tra la sottoscrizione di un mutuo di grandi dimensioni – al numero 20 della lista, un cambiamento delle condizioni di vita al numero 28 della lista e un piccolo mutuo al numero 37 della lista. Certo, questa non è sicuramente l’unica scala che cerca di mettere in relazione lo stress indotto dagli eventi della vita, ma è sicuramente una buona base di partenza per qualche valutazione.

Sul perché il trasloco non compaia nell’elenco di questi grandi eventi di stress c’è poi una facile spiegazione: con il passare degli anni, il trasloco è sempre più probabile, e sempre più persone ne affronteranno almeno 1, 2 o 3 nella propria vita. Dunque, forse spostare casa potrebbe adattarsi meglio nella lista dei “problemi quotidiani” da affrontare. Di qui, le osservazioni di un’altra ricerca, ben più comune, sui principali fastidi che bisogna affrontare con frequenza: qui, su un campione composto da adulti di mezza età negli Stati Uniti, è emerso come i problemi legati alla “proprietà, investimenti e tasse”,  in cui rientra evidentemente anche il disagio indotto dal trasloco, si posizionano al numero otto, dietro alcuni altri fastidi evidentemente più sentiti, come le preoccupazioni per il peso, la salute di un membro della famiglia, l’aumento dei prezzi, le riparazioni domestiche, e così via.

Ma, considerato che molto dipende dalle singole valutazioni e sensibilità di ciascuno, è comunque possibile cercare di ridurre il livello di disagio? Forse si, a cominciare da una buona pianificazione del trasloco e, ovviamente, della scelta di una ditta di traslochi professionale, che possa effettuare un sopralluogo preventivo e una buona consulenza su come ottenere il meglio da questa attività.

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