Pubblicato il 11 Ottobre 2016

Referendum, pres. M5S alla Camera: “Il quesito referendario fa parte del marketing del governo”

“Il quesito referendario fa parte del marketing del governo. La Buona scuola non l’hanno chiamata scuola di merda. Siamo fiduciosi sul ricorso. Benigni? Parla da esponente del Pd”

Referendum, M5S alla Camera: "Il quesito referendario fa parte del marketing del governo"

Andrea Cecconi, presidente del gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano in merito al ricorso al Tar sul quesito del referendum costituzionale. “Il quesito referendario è evidentemente un quesito che è uno spot elettorale a favore del sì. E’ un quesito che racconta delle cose, ma non ne racconta altre. Rispetto ai quesiti del 2001 e del 2005, questo quesito è francamente sbilanciato. Non c’è scritto che aumenteranno le firme dei cittadini per le forme di democrazia diretta, non si dice che l’abolizione del bicameralismo paritario in realtà non c’è. Hanno messo soltanto i titoli che interessano politicamente al Pd. Per quanto riguarda la riforma del lavoro, il governo non ha detto che avrebbe significato la precarizzazione attraverso i voucher, la Buona scuola non è che l’han chiamata scuola di merda. Questo modo di fare marketing tranquillizza il cittadino, ma poi il contenuto della riforma è un danno incredibile per la democrazia e per la vita dei cittadini. Stiamo cercando di battere tutte le strade per rendere questo quesito referendario più credibile. Che il Quirinale faccia lo scaricabarile alla Consulta poco importa, a me interessa che questa riforma venga presentata per quello che è. Il ricorso ovviamente non è stato fatto in un quarto d’ora tanto per fare una boutade politica, c’è stato un lavoro tecnico di legali e costituzionalisti che ci dicono che i punti per smontare il nostro ricorso sono veramente pochi, siamo dalla parte della ragione”.

Su Benigni
“Ognuno prende la posizione che vuole nella vita, se lui prende quella posizione è perché evidentemente ne è convinto. Mi fa ridere quando dice: pensate il giorno dopo che delusione se la riforma non passa. Grazie al cavolo, la delusione è tutta del governo e del Pd. Questo non vuol dire che dal punto di vista democratico sia una delusione. Da una persona del suo calibro non mi aspettavo che politicizzasse l’argomento. Ha parlato come un esponente del Pd”.

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