Pubblicato il 13 dicembre 2016

Economia italiana, quando la presenza degli immigrati diventa un vantaggio

La presenza degli imprenditori immigrati rappresenta un’opportunità per il nostro Paese considerando anche l’occupazione generata dalle imprese con titolari di nazionalità straniera, nonché gli effetti positivi generati sull’indotto

Economia italiana, quando la presenza degli immigrati diventa un vantaggio

La presenza degli imprenditori immigrati nel nostro Paese è un vantaggio per l’economia italiana. Questo è quanto emerso, in estrema sintesi, da ‘L’impatto fiscale dell’immigrazione’, un Rapporto che è stato elaborato dalla Fondazione Leone Moressa, e che dimostra e conferma come la presenza di imprenditori di nazionalità straniera nel nostro Paese presenti maggiori benefici rispetto ai costi. In particolare, dall’indagine effettuata dalla Fondazione è emerso che in Italia i 5 milioni di stranieri presenti costano annualmente allo Stato l’1,75% della spesa pubblica complessiva, ovverosia 15 miliardi di euro circa. Di contro, gli immigrati versano ben 7 miliardi di imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), e quasi 11 miliardi di euro di contributi previdenziali che corrispondono alla bellezza di 640 mila pensioni pagate dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps) ai cittadini italiani.

Il saldo è quindi positivo e dimostra che la presenza degli imprenditori immigrati rappresenta un’opportunità per il nostro Paese considerando, tra l’altro, l’occupazione generata dalle imprese con titolari di nazionalità straniera, nonché gli effetti positivi generati sull’indotto. Non a caso, nel periodo dal 2011 al 2015, da un lato c’è stata una diminuzione del 2,6% delle imprese con titolare italiano, mentre dall’altro quelle condotte da cittadini immigrati hanno fatto registrare un aumento del 21,3%. Al giorno d’oggi in Italia, di conseguenza, su scala nazionale l’imprenditoria con a capo cittadini stranieri si attesta all’8,7% sul totale con punte superiori al 10% in molte regioni del Centro come nel Nord Italia.

La stessa tendenza di recente è stata rilevata pure dalla Confesercenti riguardo al settore del commercio e, in particolare, alla crescita di negozi gestiti da immigrati rispetto invece ai tanti piccoli esercizi commerciali con titolare italiano che sono stati costretti a chiudere. Nel dettaglio, ad agosto 2016 in Italia si contavano oltre 160 mila imprese straniere operanti nel settore del commercio con un incremento anno su anno pari all’incirca a 7 mila attività in più. Il settore preferito dagli immigrati, in particolare, è quello del commercio ambulante dove gli imprenditori non italiani, non a caso, sono oramai la maggioranza.

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