Pubblicato il 20 settembre 2014

“La buca”: Daniele Ciprì è pronto per l’uscita del suo secondo film

"La buca": Daniele Ciprì è pronto per l'uscita del suo secondo film

E’ tutto pronto per l’uscita del secondo film (senza Franco Maresco) di Daniele Ciprì, “La buca“, scritto dal regista con Massimo Gaudioso, Alessandra Acciai e Miriam Rizzo, che uscirà il prossimo 25 settembre nelle sale italiane. Il film è interpretato da Sergio Castellitto, Rocco Papaleo e Valeria Bruni Tedeschi. Una classica storia “alla Ciprì”, una pellicola immorale con sottotesti di umana disperazione: c’è Oscar, un mezzo avvocato da quattro soldi che cerca clienti per arricchirsi in barba alla legge, lo stralunato Armando, che ha passato 25 anni in carcere da innocente e sembra non avere più emozioni o sentimenti e poi abbiamo anche il cagnolino Internazionale, che assurge a ruolo del destino facendoli incontrare. E c’è anche una tenera barista, ma questo è solo un assaggio delle dinamiche dell’inedita coppia Castellitto&Papaleo, che Ciprì ha costituito per il cinema: “Volevo una coppia come Lemmon e Matthau oppure Gassman e Mastroianni – ha spiegato Ciprì alla conferenza stampa di presentazione – come ho scelto la nostalgia per evocare il presente o le evocazioni cinematografiche”. Evocazioni dei maestri più apprezzati da Ciprì: Risi, Monicelli, Billy Wilder, Mel Brooks, Ernst Lubitsch, Frank Capra, Fellini e Edwards.

Un immaginario improntato sul grottesco e il surreale
“Ho cercato di condurre la realtà nel mio immaginario fatto di fiaba e cinema – ha aggiunto Ciprì – non sono mai stato realista neppure ai tempi del sodalizio con Maresco. Voglio sempre raccontare qualcosa di reale, ma all’interno di un contesto grottesco e surreale. Armando esce dal carcere ed è come ai confini della realtà”. Una realtà ricostruita all’interno di Cinecittà, su quel che resta del set di “Gangs of New York” di Martin Scorsese, ma anche la periferia che compare nel film sembra finta: “Ho sempre fatto così. Quando Wim Wenders venne a Palermo, mi chiese di consigliargli sui luoghi della città, gli risposi che non ne ero in grado, avendo sempre deformato la realtà”. “La buca”, oltre che il suo secondo film da regista, è il quindicesimo come direttore della fotografia e lo ha voluto girare su pellicola: “Il digitale ha distrutto l’immaginario cinematografico – ha spiegato – ormai si riutilizza il 3D solo per fare soldi. E’ come se avessi girato un film in vinile”.

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