Pubblicato il 21 aprile 2016

Omicidio Regeni, Noury di Amnesty: “Inutile avere buoni rapporti con l’Egitto”

Secondo un portavoce di Amnesty International Italia, le “dichiarazioni di Barani e Amoruso vomitevoli. In Italia c’è libertà di espressione, quindi anche quella di dire sciocchezze. Inutile avere buoni rapporti con l’Egitto se non producono nulla”

Omicidio Regeni, Noury di Amnesty: "Inutile avere buoni rapporti con l'Egitto"

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Il mondo è piccolo” su Radio Cusano Campus. Noury ha replicato alle dichiarazioni dei parlamentari di Ala Amoruso e Barani che hanno ‘assolto’ l’Egitto per l’omicidio di Giulio Regeni parlando di un ‘episodio sfortunato’. “Sono dichiarazioni vomitevoli. Da quando il governo italiano ha preso una posizione dura nei confronti dell’Egitto, sacrificando se necessario anche i rapporti economici con l’Egitto, c’è chi sostiene che questa posizione sia nobile e giusta e chi invece pensa che si debba mettere gli interessi economici davanti alla vita di Giulio. In Italia c’è la libertà di espressione e quindi anche quella di dire sciocchezze. L’agenzia Reuters poco fa ha lanciato un servizio con fonti egiziane che confermano che Giulio venne portato negli uffici di una direzione della polizia. Questo fa piazza pulita di qualunque altra versione, compresa quella che ci viene proposta da qualche parlamentare italiano. Per il governo questa battaglia per la verità per Regeni non è una battaglia di una politica estera etica ma una battaglia nazionalista per un nostro cittadino. L’auspicio invece è quello che da questo fatto derivi una politica estera diversa da quella adottata finora. Capisco che c’è chi si sorprende che per una sola vittima si debbano compromettere rapporti commerciali e militari. Ma se i buoni rapporti non producono nulla, è inutile averne”.

Omicidio Regeni: l’inchiesta
“Questi tabulati devono arrivare, non c’è condizione, devono arrivare prima o poi. Spero che l’Egitto si renda conto che queste prese in giro nei confronti degli inquirenti italiani non sono più sostenibili. Un importante quotidiano egiziano ha sottolineato come la reputazione internazionale dell’Egitto sia lesa da questo atteggiamento. Credo che in Egitto prima o poi dovranno interrogarsi sul costo che questo tipo di atteggiamento comporta in termini di reputazione internazionale”.

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