Pubblicato il 19 settembre 2014

Referendum Scozia, l’indipendenza è un sogno mondiale

Referendum Scozia, l'indipendenza è un sogno mondiale

Oggi è un giorno decisivo per la Scozia, chiamata alle urne per decidere se affrancarsi definitivamente dal Regno Unito oppure se rimanere al fianco della regina Elisabetta, che già si è espressa quasi supplicando i sudditi in kilt di votare per il no al referendum per l’indipendenza. Ma se ancora il risultato è incerto, nel momento in cui scriviamo, è pur vero che la volontà degli scozzesi di mettere in discussione la sovranità inglese ha riacceso varie rivendicazioni territoriali di molte regioni in altrettanti Paesi, incensate dall’iniziativa scozzese. Vediamo quali sono, secondo il quotidiano “La Stampa”.

Baviera e Padania: una chiede timidamente, l’altra s’infervora 
In Germania non è mai esistito un vero e proprio movimento indipendentista; è ben nota l’unità culturale e mentale del popolo tedesco, nonostante che la Germania esista come Stato unito solo dal 1870. Ebbene sì, la terra teutonica è stata unita ben dieci anni dopo l’Italia, eppure non presenta forti divisioni tra i vari Land. Le differenze si sentono soprattutto nelle battute tra i berlinesi e i bavaresi o le storielle sui prussiani, ma nessuno ha mai preteso di staccarsi dal governo centrale, nonostante 40 anni di divisione durante la Guerra Fredda e l’attuale situazione economica della Germania dell’Est, sempre in bilico. L’unico che ogni tanto fa sentire la sua voce è il partito “Bayernpartei”, il partito autonomista bavarese, che esiste dal 1946; proprio ieri Florian Weber, organico del partito, aveva espresso il desiderio di diventare un giorno ministro degli Esteri bavarese. Per ora resta solo un sogno. Invece, nel Belpaese la Lega Nord non ha mai smesso di pensare alla Padania, staccandosi da Roma ladrona, ma se prima ne parlava anche troppo, adesso ne accenna ogni tanto; il referendum della Scozia è un’occasione per ricominciare. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, è infatti volato subito a Edimburgo per sostenere da vicino gli indipendentisti. D’altronde, la Scozia è sempre stato un mito per i leghisti, a partire dal film “Braveheart” (casualmente uscito quando la Lega aveva iniziato a parlare di secessione), i travestimenti grotteschi e il consumo smodato di whisky. E domenica prossima è prevista una manifestazione a Cittadella (Padova) intitolata “Futuro e indipendenza” per sostenere i due referendum, prossimi venturi, organizzati da Lombardia e Veneto: uno per avere lo statuto speciale, l’altro per l’indipendenza piena.

Catalogna, Texas e California: così lontani e così simili 
In Catalogna, già regione autonoma, il parlamento approverà il 19 settembre una legge per indire un referendum secessionista dalla Spagna il prossimo 9 novembre. Ma Rajoy ha già fatto sapere che ricorrerà al Tribunale Costituzionale, che dichiarerà illegale la legge; infatti, l’indipendenza regionale è considerata un reato grave dalla Costituzione spagnola. Il presidente catalano Mas potrebbe comunque andare avanti con il referendum ignorando la legge, come gli hanno chiesto molti partiti indipendentisti, ma così facendo rischia l’arresto. Anche negli Stati Uniti qualcuno sta iniziando a scalpitare, precisamente il Texas e la California. Il Texas ha già avviato da tempo una raccolta firme per staccarsi definitivamente dal governo di Washington e “dalle sue leggi oppressive, specie in materia fiscale”. Ma lo Stato del Sud, repubblicano da sempre, non ha mai digerito le politiche del governo centrale, soprattutto per quanto riguarda le tasse e l ‘immigrazione (il Texas, con i suoi migliaia di chilometri di confine, è la porta d’ingresso principale per chi proviene dal Messico). Stesso discorso fiscale per la California, che però è uno Stato più democratico e, soprattutto, più ricco del Texas ed anche per questo poco propenso ad accettare le norme fiscali del Governo. Ma sembra che la Scozia abbia risvegliato alcuni vecchi umori dei californiani.

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