Pubblicato il 4 maggio 2015

Samantha Cristoforetti beve il primo espresso spaziale della storia

Samantha Cristoforetti beve il primo espresso spaziale della storia

Si chiama Samantha Cristoforetti, è un’astronauta italiana e da quando si trova nell’ISS, giorno dopo giorno è entrata nel cuore di tutti gli italiani, e non solo. Tra poco la sua missione terminerà e dovrà tornare sulla Terra (13 o 14 maggio). Ma la nostra AstroSamantha non poteva tornare a casa senza realizzare un record. E chi se non un italiano poteva bere il primo espresso della storia nello spazio? E così la Cristoforetti si gusta il suo bel caffè realizzato con un gioiello anch’esso made in Italy, la macchinetta “ISSpresso”, nata dalla collaborazione tra la Argotec e Lavazza con l’Agenzia Spaziale Italiana. Se per tutti passerà come un attimo di relax degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, si tratta comunque di esperimento scientifico: si è voluta approfondire la conoscenza del comportamento dei fluidi e delle miscele in condizioni di microgravità. Il primo commento di Samantha è di quelli che per forza di cose ti strappano un sorriso: “Un piccolo passo per una donna, un balzo gigante per il caffè”. Il presidente dell’Asi, Roberto Battiston spiega che “l’esperimento è un’opera di elevata ingegneria, frutto di una collaborazione tra pubblico e privato che ha prodotto soluzioni innovative: porteranno non solo benefici psicologici immediati per gli astronauti, ma importanti ritorni positivi sulla Terra e vantaggi tecnologici per le future missioni spaziali”.

Samantha Cristoforetti beve il primo espresso spaziale della storia

Un commento in merito è arrivato anche da parte di tecnici e psicologi americani, che hanno tenuto a sottolineare che “i benefici psicologici per gli astronauti saranno notevoli. La loro vita sulle stazioni spaziali o sulle future navi spaziali non è facile e si fa di tutto per tenerli su di morale, magari con i collegamenti con i loro familiari a Terra. Così sarà assai positivo avere a bordo l’Isspresso con quello di piacevole che ognuno di noi lega al fatto di bersi un caffé fatto come si deve. E magari fosse possibile mangiarsi anche un gelato nello spazio, aiuterebbe tantissimo”.

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